I Crumiri del Potere: Destra universitaria, nuovi democratici ed istituzioni conniventi

Presenza della celere in Statale per proteggere azione universitaria.

Non molti anni fa chi boicottava le lotte dei propri
compagni e chi leccava il culo al padrone veniva additato al pubblico ludibrio
con un
nome poco nobile: crumiro.

Se nella commedia latina – tra il servo
astuto ed  il padrone stupido – trovava
posto lo stolto, con l’avvento della società industriale – tra il lavoratore
scaltro ed padrone prepotente – vi è il crumiro.

Il crumiro di solito era un esemplare non
sindacalizzato e disposto a qualunque compromesso. Cercando di farsi bello agli
occhi del padrone, il crumiro andava avanti come un mulo per la propria strada.

Se i compagni di lavoro si battevano per aumenti salariali, il crumiro non li
sosteneva. Se i compagni bloccavano la produzione perché stanchi di essere
sfruttati, il crumiro continuava a produrre, riproducendo le condizioni del
proprio sfruttamento. Se i compagni di lavoro – rei di aver difeso i propri
interessi – venivano perseguitati dal padrone, il crumiro li sputtanava.

Oggi il crumiro ha cambiato nome e abito, ma non la
sostanza. Si chiama giovane di Azione
Universitaria,  gruppo
fascistoide-destroso. Una quindicina di esemplari di questa specie sono stati
avvistati dagli studenti di via Festa del Perdono e Scienze Politiche mentre
facevano campagna elettorale. Dopo anni di inettitudine durante i quali hanno
firmato qualsiasi porcheria nei vari consigli di facoltà e senati accademici, oggi
questi  individui – blaterando di
legalità e baronato (quando, in realtà, sono i primi ad aver contribuito alla
distruzione dell’istruzione pubblica) – tentano di prendere per il naso gli
studenti, chiedendogli il voto.

Non è difficile riconoscerli: si muovono scortati da digos
e celerini e distribuiscono volantini che, con le stesse modalità dei loro
mandanti al governo, sorvolano i problemi REALI che ci investono. Il loro
obiettivo è quello
di distrarre l’attenzione pubblica dai problemi indotti
dalla crisi, dai licenziamenti, dalla cassa integrazione e dal disagio sociale,
promuovendo, invece, diffamanti campagne politiche contro le categorie che non
si conformano al loro status di servi del potere: il gay, l’immigrato, lo
studente di sinistra, il proletario, l’appartenente ai centri sociali, ecc. E
allora avanti coi sempreverdi tricolori, con slogan dio-patria-famiglia, ecc..
per arrivare ai tornelli nelle università: se non si trattasse d’inasprire il controllo
sociale ed il clima da grande fratello anche all’interno delle università pubbliche,
ci sarebbe da essere allegri in quanto, senza la presenza dei loro “tutori”,
sarebbero impresentabili.

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Crumiri dentro le università

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