Chissà qual’è la posta in gioco?

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 Linea di Massima Marzo009 numero 3 pg1Il volantone è scaricabile anche in formato .pdf cliccando sul link

Linea_marzo009-pg2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tira aria di destra in giro, nelle scuole, nelle
piazze, nei ritrovi, nei luoghi di lavoro. La 133 prima, ed il famoso pacchetto
“anti-crisi” poi, contro i quali il movimento studentesco e dei lavoratori si è
battuto quest’autunno, sono divenute leggi: privatizzazione dell’università;
licenziamenti e decurtazioni salariali degli amministrativi e dei docenti della
scuola primaria e secondaria; regaloni alle imprese coi soldi dei contribuenti.
Tutto ció  sta iniziando a diventare realtà.

 Chi detiene
le redini del potere, col sostegno mellifluo dell’opposizione parlamentare sta
attuando una vera e propria di lotta di classe. Come spiegare, ad esempio,  l’aumento del 577% della cassa integrazione
nel solo mese di febbraio? Come spiegare l’innalzamento dell’età pensionabile
per le donne? Come spiegare i regaloni alle imprese ed alle banche che sono i
primi (ir)responsabili di questa crisi? E ancora: come vogliamo
qualificare  il vile attacco al diritto
di sciopero dei lavoratori dei trasporti, che altro non è che il primo  passo per una sua limitazione anche nel
settore privato? Evidentemente, chi sta sulla barca che galleggia, fuori da
ogni post-modernismo ed “immaginario” di sorta, ha capito l’importanza della
posta in gioco e sta bastonando lavoratori, studenti, immigrati e pensionati
con audita ferocia al fine di riprodurre il sistema attuale, primo responsabile
della situazione attuale.

All’interno di questo contesto, la presenza di
fascisti e polizia all’interno delle università non è per nulla casuale. Da un
lato, essendo stata l’università uno dei pochi luoghi di conflitto, la
compagine criminosa al governo ha inviato i suoi scagnozzi dove non aveva la
libertà di agire nell’indifferenza. D’altro lato, i fascisti (e non solo)
servono per negare l’esistenza della lotta di
classe (di interessi contrapposti) per affermare la pretesa di unità armoniosa
di una comunità interclassista (il popolo che abita la "patria", sia
essa intesa come "piccola patria" dentro uno stato nazionale, oppure
come una nazione intera, oppure come una entità sovranazionale, "occidente",
"europa"). Dietro questa negazione della lotta di classe c’è sempre
l’asservimento agli interessi della classe dominante. In altri termini, il
fatto che i fascisti abbiano rialzato la testa
significa che il potere economico che governa ha bisogno di loro al fine di
continuare a scaricare i costi della crisi sulle nostre teste, evitando che il
malcontento possa sfociare in aperto conflitto.

Che fare? Fuori da ogni retorica, la lotta contro
i provvedimenti classisti perpetuati dal governo è già lotta antifascista.
L’opposizione alla cancellazione del diritto di sciopero cosí come la pretesa
di controllo sociale operato dalla polizia e dalla digos all’interno delle
università, è già lotta antifascista. Il battersi per un’università pubblica e
liberamente accessibile, è già lotta antifascista. Il riconoscere che i
lavoratori ed i loro figli hanno interessi contrapposti a quelli  che stanno cercando di fargli pagare la crisi
in nome di un fantomatico “interesse nazionale”, è già lotta antifascista. A
conferma di tutto ció, possiamo ricordare come durante le mobilitazioni dello
scorso autunno, quando studenti e lavoratori hanno iniziato a battersi per la
difesa dei propri interessi, di questi gruppi di fascisti non c’era nemmeno
l’ombra nelle facoltà.

Per tutti questi motivi è necessario riprendere le
mobilitazioni al piú presto per impedire che i veri fascisti, quelli che stanno
al governo, continuino a scaricare impunemente i costi delle loro malefatte su
di noi – lavoratori, studenti – ed usino la sporca manovalanza di fascisti e
poliziotti per reprimere chi osa alzare la testa.

 

 

·       MARTEDÌ 17 MARZO ORE 12.30:

CI TROVIAMO NEL CORTILE DELLA
FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE PER RILANCIRE LA MOBILITAZIONE  DENTRO L’UNIVERSITA’ ORGANIZZANDO UNO
SPEZZONE UNITARIO DI STUDENTI E LAVORATORI.

 

·       MERCOLEDI 18 MARZO ore 8.30:

APPUNTAMENTO  PER GLI STUDENTI PRESSO  LA FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE PER PARTECIPARE ALLO
SCIOPERO  GENERALE

 

 

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