Menu:

Recent Entries

About

L’ Assemblea è attiva all’interno della facoltà di Scienze Politiche di Milano e nel mondo studentesco della città. Nell’autunno del 2005 sull’onda delle mobilitazioni contro la riforma Moratti, la voglia di vivere diversamente la nostra università, ci ha spinti a dare continuità ai nostri incontri. Da questo ciclo di lotte ne siamo usciti più maturi ma anche con l’amaro in bocca… troppe attese tradite.
Negli anni successivi l’Assemblea come ogni organismo sociale vivente si è evoluta con nuovi studenti.
Con nostra compagna di strada una certa autono -mia di pensiero e di agire rispetto all’ istituzione universitaria e agli specia -listi del pensiero politico convenzionale, abbiamo scelto di contrapporre alle tristi passioni degli “addetti ai lavori” un modo di porsi in prima persona rispetto a tutto ciò che vogliamo essere.
Attivi contro l’università -azienda e in difesa dei nostri diritti come studenti e lavoratori. Propositivi tramite incontri, assemblee e seminari di un sapere irriducibile alle prerogati -ve del mercato. Solidali verso lavoratori come noi e combattivi verso le idee xenofobe. Sempre a fianco di coloro che resistono e giurati nemici della guerra.

Categories

Notizie Università [27]
Forza...Lavoro [3]
Macchine di Guerra [2]

Links

Informazione Indipendente
- Indymedia Lombardia
Red-net rete delle realtà studentesche autorganizzate
- Red-Net
- Universitari Autorganizzati - Padova
- Collettivo Lavori in Corso - Università Roma Tor Vergata
- "Collettivo politico di Scienze Politiche" - Firenze
- Collettivo Autorganizzato Napoli
Università
- Movimento Studentesco Genova

Syndicate

RSS 0.90
RSS 1.0
RSS 2.0
Atom 0.3

Version:

andreas01 v1.3

Teniamo alta la tensione: Alessandro e Domenico liberi subito

infospomilano | 23 Maggio, 2009 14:32

 

 

Corteo contro il G8 del università 19-05 a Torino

 

Nel corso della manifestazione nazionale contro il G8 University Summit a Torino, martedì 19 maggio, sono stati tratti in arresto due compagni, Alessandro e Domenico. Dai presidi sotto il carcere dove sono attualmente detenuti, agli striscioni di solidarietà apparsi in moltissimi atenei, il movimento che dal luglio scorso si batte contro i tagli all’università ne rivendica a gran voce l’immediata liberazione.

Il corteo di martedì, momento conclusivo delle giornate di mobilitazione contro questo summit di rettori e baronie varie, si colloca pienamente all’interno dei percorsi che il movimento di quest’autunno ha saputo sviluppare: dall’occupazione di spazi nelle facoltà, ai cortei selvaggi, ai blocchi nelle strade e nelle stazioni.

Giornali e media in generale hanno tentato, e cercano tuttora, di separare la “parte buona”, magari quella che cerca il dialogo con le istituzioni universitarie, e la “parte cattiva”, gli infiltrati, i “professionisti della protesta” il cui unico obiettivo è “creare disordini”. Rispediamo al mittente questa falsificazione, esprimendo la nostra più sincera e completa solidarietà ai due arrestati.

 

Ribadiamo ancora una volta che i veri criminali sono coloro che precarizzano il lavoro e le nostre vite, sono coloro che votano le missioni di guerra, che rinchiudono gli immigrati nei CPT, che licenziano i lavoratori “improduttivi” e tagliano con la mannaia sanità, istruzione, servizi sociali. Come già detto mille volte, i costi di questa crisi, da loro provocata, li paghiamo noi, studenti e lavoratori.

Per questi motivi siamo andati a Torino, dove i veri criminali stavano asserragliati nel castello del Valentino a discutere di sostenibilità dal punto di vista “neutrale” della scienza, dove per “neutrale” si intende quella finalizzata alla massimizzazione del profitto. Poco importa se ci si arriva con quattro morti sul lavoro al giorno.

 

Ciò che accettano è solo l’opposizione pacifica, o pacificata. La testimonianza è l’unica forma di dissenso praticabile. Peccato che in questa struttura sociale totalmente militarizzata, dove qualsiasi comportamento minimamente “deviante” può avere come risultato denunce o arresti, le sole parole non hanno nessun peso, sono lettera morta. Da questo ragionamento derivano le occupazioni, i cortei selvaggi, i blocchi. Siamo consapevoli che già nei prossimi mesi vedremo gli effetti dei tagli che si abbatteranno a raffica sugli atenei e i frutti delle misure che rendono ancora più precario il lavoro. E i baroni riuniti a Torino, paladini di flessibilità e libero mercato, tutto questo lo sanno molto bene, salvo poi tenersi ben stretti i loro privilegi, e la loro fetta di torta.

 

Alessandro e Domenico sono e saranno parte delle mobilitazioni che si oppongono e si opporranno alla mercificazione dell’università e della società in generale, per questo ne chiediamo la liberazione.

 

Alessandro e Domenico liberi subito.

 

 

Posted in Notizie Università . Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink

Linea di Massima numero di Maggio

infospomilano | 15 Maggio, 2009 13:16

La crisi c'è, e si vede. Il crollo degli indici e la perdita di valore del grande capitale, fin'ora rimasti sui giornali e nel portafoglio-titoli di azionisti e speculatori, ora entra nella quotidianità delle persone. Cassa integrazione e disoccupazione portano nelle case della gente la dura realtà di un sistema che ha abusato  delle classi subalterne e delle risorse naturali, ha inventato la ricchezza attraverso la fantasia della finanza creativa, e ora vuole che chi ha sempre subito faccia un ulteriore sforzo, si lasci spremere ancora un po', in nome del benessere sociale e di un ritorno alla prosperità. A Londra i 20 grandi si sono riuniti per trovare una soluzione per salvare questo modello economico, una soluzione che permetta a chi ha sfruttato di continuare e farlo, e constringa chi ha subito a subire ancora. Capitalism doesn't work, questo gridavano nell strade della City, per ribadire che è il sistema a creare le sue stesse crisi, non l'avidità di pochi banchieri.
Nel frattempo, a Strasburgo, altri grandi cercavano una soluzione per evitare che chi vuole cambiare esca dai canoni della protesta consentita, mettendo degli ostacoli sulla strada della pace sociale necessaria a far ripartire la grande macchina liberista. Vogliono farsi trovare preparati quando qualcuno vorrà "bussare" alla loro porta chiedendo ciò che gli spetta.
Sempre quei grandi, si riuniranno quest'estate sull'Isola della Maddalena, per quella sfilata chiamata G8, non prima di aver sparso per l'Italia incontri "operativi", su tematiche specifiche. Tra questi incontri, in calendario, c'è anche il "G8 University Summit", a Torino, in cui i rappresentanti degli atenei degli otto paesi provvederanno perchè l'università contribuisca al meglio in questa fase. Come? Ricercando i sistemi migliori perchè la guerra porti pochi costi e tanti guadagni, per esempio. Oppure, ecco il nostro turno, fornendo tutto quell'impianto ideologico-teorico, ben protetto da eventuali attacchi, che giustifcherà ogni porcata decisa dai "capi di stato e di governo", o dai loro ministri.
Così, appare chiaro il ruolo -la cattedra- che occupano i loschi figuri che popolano gli uffici sopra le nostre teste, i dipartimenti (che li popolino in pianta stabile o tra una legislatura e l'altra fa poca differenza), grandi protagonisti dell'impianto ideologico di cui sopra.
 
SOLO SCARDINANDO QUESTO SISTEMA potremo porre fine e questo circuito che parte lontano ma arriva molto, molto vicino a noi.
Per questo ci siamo impegnati quest'autunno contro i nuovi decreti e le nuove leggi che tagliano i fondi a un'università già volutamente martoriata, e sempre per questo  il 17, 18 e 19 Maggio saremo a Torino, con altri studenti da tutta Italia, per far leva su uno dei cardini perchè il sistema inizi a traballare.[...]

Il volantone è scaricabile anche in formato .pdf cliccando sul link

Maggio09_pg1maggio09_pg2 

Posted in Notizie Università . Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink

Da Scienze Politiche verso il summit G8 (17-19 Maggio) sull'università a Torino

infospomilano | 09 Maggio, 2009 15:34

Torino University SummitIl 17, 18 e 19 maggio si svolgerà a Torino il G8 dell’università: rettori e presidi degli atenei di molti stati del mondo si troveranno per discutere di sostenibilità e sviluppo. L’incontro, che precederà di qualche mese il G8 dei capi di stato, si propone di produrre soluzioni “realistiche” e “praticabili” ai problemi del pianeta, da presentare poi al Summit dell’Aquila. Presupposto fondamentale a tutto questo sarà il carattere “neutrale ed oggettivo” della scienza e dei saperi prodotti tra le mura delle nostre facoltà, che permetterebbe all’incontro di produrre soluzioni “concrete ed efficaci”.

 

 

Due considerazioni:

- Innanzitutto ciò che sta a cuore a presidi e rettori (così come alla CRUI) certo non è il futuro del pianeta. I vertici e gli incontri che a livello europeo si sono svolti in questi anni, tra coloro che dirigono le università, sono serviti a modellare le facoltà in direzione del mercato, a demolire gli spazi di crescita culturale degli studenti, a favorire l’ingresso delle aziende negli atenei. Convenzione e consiglio di Lisbona (1997 e 2000), convegno di Bologna (1999), sono esempi della convergenza esistente tra le riforme universitarie e l’esigenza delle imprese di massimizzare i profitti. In barba a ecologismo e sostenibilità …

- Durante le mobilitazioni di questo autunno, partite dai tagli del decreto 133, abbiamo ampiamente dimostrato l’assoluta dipendenza dei saperi rispetto alle esigenze del mercato. I meccanismi di funzionamento delle varie baronie universitarie ci dimostrano proprio questo: si studia ciò che è funzionale al profitto (e non ciò che serve all’”umanità” …) proprio come in una fabbrica, o in un call center, si produce ciò che fa profitto. I nostri cari baroni sono proprio al centro di questo meccanismo, che collega lavoro e formazione, nel quale lo studente viene adeguatamente “preparato” ai lavori precari e sottopagati che lo aspettano.

Le disposizioni contenute nella 133, e nella finanziaria, stanno producendo i loro effetti sia nel mondo del lavoro, sia nelle università. Lavoratori del pubblico e del privato già stanno sperimentando l’ulteriore precarizzazione introdotta da queste norme. Dal prossimo anno gli effetti pratici dei tagli si faranno sentire pure nei nostri atenei.

L’Onda di questo autunno è stata la teoria, ora ci aspetta la pratica.

Lunedì 11-05 h.12:30 Aula 13

Testimonianze dal contro-summit europeo degli universitari conclusasi il 30 Aprile a Louvain in Belgio. Assemblea –dibattito con Giulio Palermo, ricercatore presso l’università di Brescia. Contributi da studenti universitari di Torino.

Mercoledì 13-05 dalle h.18

Aperitivo in facoltà e Dj Set con Xtreme Entertaintment ft. Gamba the Lenk, Beppe Rebel e Junior Sprea. Ultime news da Torino con intervento degli studenti torinesi.

scienzepolitichemilano@inventati.org


Posted in Notizie Università . Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink

Condividendo saperi fuori dalle logiche del mercato...

infospomilano | 21 Aprile, 2009 20:58

 No SIAE, Si condivisione.
Pensiamo che in un'università dai costi e dai ritmi sempre più escludenti, sempre più subordinata agli interessi delle aziende, il cd che avete fra le mani possa essere uno strumento nelle mani degli studenti per riappropriarsi, attraverso la collaborazione reciproca, del proprio diritto allo studio e per stimolare, attraverso la diffusione di materiale controinformativo, una critica della proprietà intellettuale al fine di smascherarne i reali interessi.

I diritti di proprietà intellettuale (che siano brevetti o copyright) sono da sempre - e soprattutto oggi - grosse fonti di profitto per multinazionali e grandi gruppi economici, che pur di tutelare i loro guadagni sono disposti a privatizzare le idee, a impedire l'accesso alla ricerca e a qualsiasi contenuto, tagliando fuori dalla cultura e dallo sviluppo la stragrande maggioranza delle persone. Inoltre impedire l'accesso ai saperi, renderlo possibile solo ad una ristretta minoranza, reprimere i contenuti culturali dal carattere emancipatorio e proporre solo contenuti inoffensivi o di intrattenimento sono da sempre i mezzi del capitale per garantirsi un controllo massiccio sulle classi sociali subalterne.

L'ignoranza, la mancanza di un pensiero critico rende succubi e sottomette alle logiche di profitto e di oppressione: per questo riappropriarsi della cultura  che sia un disco, un libro, un film o altro è un atto cosciente caratterizzato da un preciso significato e peso politico. Condividere e cercare canali alternativi per la circolazione dei saperi significa combattere tale situazione, apportando benefici per tutti.
Abbiamo scelto di mettere in condivisione proprio i libri di testo perché i primi ad essere colpiti dall'attuale repressione di qualsiasi tipo di copia privata messa in atto da SIAE, governi e multinazionali, sono la gran parte degli studenti che, considerati gli alti costi che hanno attualmente i libri, non possono affrontare spese eccessive, costretti già a fare i conti con affitti elevati, mancanza di strutture, carenza di servizi e borse di studio etc...

Questo va evidentemente a ledere il nostro diritto allo studio: le università dovrebbero fornire libri di testo gratuiti o quanto meno strutture e biblioteche attrezzate, invece di creare di fatto uno sbarramento per chi non ha la possibilità di spendere migliaia di euro fra tasse e libri originali... Proprio per reagire a tale situazione, senza stare ad aspettare nulla dall'alto, invitiamo tutt* a far circolare il più possibile i libri, approfittando delle enormi possibilità che ci offrono al momento attuale internet e le nuove tecnologie, appropriandocene, liberandole e liberandoci dai limiti imposti dal controllo repressivo di tali mezzi da parte del capitale.

Facciamo fronte comune davanti ad un problema che coinvolge tutt* noi!

Riappropriamoci di ciò che è un nostro inviolabile diritto!

Assemblea Studenti Scienze Politiche
Milano, Aprile 2009

 

 

Testo che accompagna il CD distribuito oggi presso

la Facoltà di Scienze Politiche e che contiene i testi del

corso di Scienza Politica per il corso di laurea SIE.

Fondamenti di Scienza Politica,

ed2k://|file|Fondamenti%20di%20Scienza%20Politica.pdf|102413240|80B2C055812B33BD25413FAC67125C84|h=XNOQ77IUNNSCW642WFKGRSWAUTBK7JD2|/ 

Dispensa di Scienza Politica.

ed2k://|file|Dispensa%20Scienza%20Politica.pdf|343577701|4C7BA26D123142B4214D6B93FBBC5F3F|h=G3OJIIWWQ522TCZRDSWRLN3UIX26VWUJ|/

(I link dei due testi una volta selezionati con eMule aperto si possono scaricare da altri utenti.)

Posted in Notizie Università . Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink

Contro la loro Crisi... La nostra lotta!

infospomilano | 14 Aprile, 2009 16:53

g8 Crack, recessione, mercati fuori controllo, tagli, licenziamenti: sono questi i termini che ritornano ossessivamente dai giornali e dalle televisioni, frammenti di un discorso sulla crisi. Chi pretende di governare, chi per anni ha sostenuto di avere gli strumenti teorici e pratici per garantire il “Nuovo Ordine Mondiale” del capitalismo post 1989, adesso brancola nel buio, e scarica sulle classi subalterne i costi spaventosi di un modo di produzione basato su sfruttamento, devastazione, oppressione. In risposta a questa economia solo apparentemente “impazzita”, vediamo sorgere in tutto il mondo movimenti sociali che chiedono a gran voce un cambiamento radicale.

London Calling. Il 1° aprile i “20 Grandi della Terra” si sono riuniti nella capitale inglese per pianificare, nonostante i loro contrastanti interessi, una strategia comune per sostenere le banche, rimettere liquidità in circolo, tentare di sollevare PIL in calo ovunque. Ma a riunirsi nella City c’è anche un nuovo movimento, che sfonda i cordoni della polizia, assalta le banca simbolo del disastro, stende un enorme striscione con su scritto: SMASH CAPITALISM! Ecco “la chiamata” che viene da Londra. La polizia, chiaramente, non sta a guardare: carica, accerchia, rinchiude i manifestanti. E ne pesta uno, causandone la morte, nel vergognoso silenzio dei media, nella disinformazione provocata ad arte. 

No NATO? No party! Il giorno dopo iniziano le proteste contro le celebrazioni dei 60 anni della NATO. Un primo corteo non autorizzato sfila per la città: 2000 compagni, determinati a contestare l'Alleanza Atlantica che da decenni semina morte e distruzione in tutto il mondo, vengono caricati: più di 300 fermi nel giro di poche ore. Il giorno dopo 30.000 persone scendono in piazza, attaccano obbiettivi simbolici, rendono difficile lo svolgimento del Summit... La polizia franco-tedesca continua a sparare proiettili di gomma e gas lacrimogeni, mentre la sfilata di politici, economisti, generali, condita dai flash e dal plauso dei media, va avanti... ma ormai la festa è rovinata.

Tifiamo rivolta. Le recenti mobilitazioni hanno dunque dimostrato che si va formando una vasta, seppur ancora molto eterogenea, opposizione dal basso; una massa priva di esperienza politica, in marcia dalle banlieue europee, spesso estranea al sindacato o a gruppi organizzati, e ciononostante interna al meccanismo della produzione. Frange proletarizzate, proletarie o sottoproletarie che non esitano a ricorrere a forme decise di protesta, e che in questi vertici internazionali non identificano solo degli “appuntamenti” per ostentare un dissenso ideologico alle politiche neoliberiste, ma un'occasione per far irrompere sulla scena il loro malcontento e nuove forme di autorganizzazione. Un malcontento che potrebbe presto radicarsi sui luoghi di lavoro e nei quartieri.

Io non ho paura. Che abbiano contestato la gestione economica della crisi (con le conseguenti politiche di attacco ai salari e diritti, di compressione delle spese sociali, di mercificazione di ogni spazio pubblico, di ulteriore concentrazione monopolistica e di distruzione dell'ambiente...) o quella militare (con l'investimento bellico, l'apertura forzata di nuovi mercati, il controllo geopolitico e l'accesso alle risorse energetiche, l'attacco ai movimenti di liberazione nazionale...), Londra e Strasburgo non sono mai state così vicine: la rabbia che hanno espresso è frutto dello stesso sistema avvelenato. E i nostri nemici lo sanno bene: per questo la “controrivoluzione preventiva” ha lasciato dietro di sé un morto, centinaia di feriti, centinaia di arresti. Se la repressione è un dispositivo sempre attivo, che ha un carattere strategico e permanente, il ricorso all'emergenza ed alla sospensione dello “Stato di Diritto” non a caso è sempre più frequente, indice di una paura e incapacità di governare - in termini di consenso e ordine pubblico - i contraccolpi della crisi. Ci vogliono fare paura, ci vogliono dividere, prima che ci venga la malsana idea che si può osare combattere e osare vincere. 

Chi è dentro e dentro... e chi è fuori? Ciò che da vent'anni è in atto è una gigantesca ridefinizione degli spazi di inclusione ed esclusione, che si riverbera nei diversi ambiti della vita sociale. Se infatti legittimità politica è concessa solo a chi accetta le “regole del mercato” (e dunque chiunque lotti per la trasformazione dell'esistente deve essere processato o deriso), tante altre forme di riconoscimento, in termini di diritti e di visibilità, vengono direttamente negate. Si pensi ai milioni di migranti in fuga dalle loro terre per la mera sopravvivenza: a loro è negato tutto, anche la compassione per le “tragedie del mare”... che non fanno notizia. Anche qui siamo di fronte ad una “delimitazione del campo” che è funzionale agli interessi economici della borghesia internazionale: attraverso severi regolamenti, quote di accesso, espulsioni, si tratta di rendere i migranti ricattabili e dunque più sfruttabili ancora.
Le forze dell'ordine e gli eserciti lavorano assieme per difendere il fronte esterno e mantenere “ordinato” e “pulito” quello interno (si pensi alla missione Frontex, che prevede il pattugliamento dei confini UE, o ai progetti di militarizzazione urbana portati avanti proprio dalla NATO). È così che nelle nostre metropoli i meccanismi di repressione, controllo e disciplinamento si generalizzano: l'obbiettivo è scomporre la classe, lasciare ognuno a sé stesso. Dal punto di vista architettonico ed urbanistico si frammentano i luoghi di incontro: le fabbriche si segmentano sul territorio e si moltiplicano i reparti-confino dove esiliare gli “irrequieti”, i call center sono disseminati in piccole unità, i campus universitari vengono scientemente pensati per favorire la competitività e impedire eventuali occupazioni ed espressioni di dissenso, mentre badge magnetici e accessi personali alle reti digitali rendono tutti immediatamente rintracciabili). Si generalizza ovunque l'uso di telecamere e servizi di vigilanza privata, l'esercito presenzia le città. Soffiando sulla presunta minaccia “terrorista”, insistendo sulla necessità della “sicurezza”, si stimolano pratiche di denuncia e repressione dal basso. “Dentro” la fortezza Europa chi disturba deve essere fatto “fuori”: in Grecia, in Catalogna, nei Paesi Baschi, dall'Est Europa fin nel cuore di Parigi.

Vogliamo i colonnelli. In Italia questa strategia complessiva si declina in una deriva autoritaria che non è il semplice prodotto di una serie di soluzioni volta per volta, ma il frutto di un'azione organica. Il governo, i padroni, i loro apparati ideologici e mass mediatici, tentano di anticipare i possibili conflitti: nel breve periodo, la crisi deve essere gestita nell'ottica di una limitazione del danno (è impensabile infatti che non vi siano conflitti), vincendo però sul medio e lungo termine, sul progetto politico complessivo, impedendo una significativa unione delle lotte, una loro crescita qualitativa. I passaggi di questa strategia sono ormai chiari: richiesta di maggiori poteri, minacce agli organi di stampa, denunce e processi, linciaggi (mediatici e non) a fronte di movimenti praticamente inermi, incentivi espliciti a quelle forze che compiono una repressione dal basso (ronde padane e bande fasciste).
Nello specifico del confronto capitale/lavoro è stato varato un provvedimento antisciopero che non solo impedisce il conflitto in un settore strategico come i trasporti, ma penalizza fortemente ogni manifestazione che interrompa la mobilità (blocchi stradali, ferroviari etc.) e si prepara a destrutturare la rappresentatività sindacale per distruggere il crescente sindacalismo di base. Gli stessi che fino ad oggi hanno lavorato alla divisione dei sindacati confederali per imporre la modifica della contrattazione collettiva, marginalizzando la CGIL e firmando accordi separati, vogliono ora recuperarla al suo ruolo di garante del controllo sindacale. Cosa a cui peraltro la CGIL si offre: e infatti davanti a due milioni di persone scese in piazza contro la crisi apre a destra verso il governo e la CISL-UIL, fra i fischi della base. Ma ovunque sorgono inedite forme di autorganizzazione sul posto di lavoro, che esprimono tutta le potenzialità del conflitto sociale, dalla lotta di Origgio (Varese) a quella dei precari Atesia (Roma), da quella degli operai della INNSE (Milano) alla vittoriosa battaglia dei lavoratori della Omnia (Milano).
Se si generalizza il valore di queste esperienze, e lo si collega con le valutazioni UE circa il fatto che l'Italia rappresenta uno degli anelli deboli della catena imperialista europea e con il fatto che gli effetti della crisi si sconteranno solo nei mesi a venire, c'è da sperare (e da lavorare) per una ripresa significativa del conflitto sociale. Ripresa da cui Scuola e Università non saranno immuni, visto che i tagli della “riforma” Tremonti-Gelmini sono sempre via via più effettivi, e programmati fino al 2013.

Un passo indietro, due in avanti. È in questo scenario che a Palazzo Chigi viene presentato ufficialmente il G8 delle Università, dedicato al tema della sostenibilità. Si tratta di un incontro fondamentale, che vedrà riuniti, al Politecnico di Torino, fra il 17 e il 19 maggio, i ministri dell'Istruzione e della Ricerca. Una delle tappe di questo G8 italiano “a geometria variabile”, che vede gli incontri tecnici (e decisivi) spandersi su tutto il territorio nazionale (a Treviso, Siracusa, Palermo, Lecce...), per rendere ancora più difficile una significativa contestazione dell'incontro, già confinato sulla blindatissima Maddalena.
Anche per noi questi momenti rappresentano la possibilità concreta di porre i temi della conflittualità e dell'autorganizzazione sociale all'ordine del giorno, sono occasioni in cui inserire, nell'ambito di una visibilità mediatica accentuata, le lotte volutamente confinate nel perimetro ristretto delle fabbriche, dei call center o delle facoltà. La momentanea battuta d'arresto del movimento studentesco, il passo indietro di chi continua a guardare alla CGIL (e dietro di lei al PD) per veicolare la protesta, ci impone di rilanciare. Come a Londra e a Strasburgo, roviniamogli la festa!
La crisi sta rapidamente producendo cambiamenti nei comportamenti sociali: sta a noi far sì che questa rabbia non sia incanalata nella guerra tra poveri, nel razzismo, nella caccia al “diverso”, ma produca una conflittualità sociale più avanzata. Per rompere la blindatura che il Governo ci ha costruito intorno, serve unire le lotte proprio al livello che queste stesse lotte indicano, e far esplodere le contraddizioni. Gli ultimi mesi ci fanno capire che gli scenari sono mobili, che il momento storico è unico, che i giochi interimperialisti sono aperti. Noi dobbiamo far sì che i giochi siano aperti fino in fondo, che si rimetta in questione tutto il sistema. Se aumenta la crisi, alziamo il livello dello scontro: apriamo un ciclo di lotte sociali!

RED-NET - rete delle realtà studentesche autorganizzate
red-net@red-net.it

Posted in Notizie Università . Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink

Da Napoli: Comunicato sul presidio del 26/03/09, sui neofascisti e sullo sparo della polizia

infospomilano | 28 Marzo, 2009 21:02

 percorso del proiettile.

Oggi 26 marzo 2009 si è svolta la giornata antifascista convocata ed organizzata dagli studenti napoletani e altre realtà di movimento. Fin dal mattino abbiamo organizzato mostre, volantinaggi e interruzioni dei corsi per denunciare il tentativo da parte di organizzazioni neofasciste di infiltrarsi e prendere spazio e agibilità politica nelle nostre facoltà. La forte partecipazione alle mobilitazioni di questi giorni e al presidio di stamattina ha permesso di tenere lontano la feccia neofascista che anche in questa occasione si è presentata armata con l'intento di impedire lo svolgimento delle iniziative in programma nella giornata. Infatti l'episodio di oggi è solo l'ultima di una serie di azioni di lotta.

La prima di queste ha avuto luogo mercoledì 18 marzo, quando i neofascisti di Blocco Studentesco (organizzazione neofascista legata a Casapound) armati di coltelli e spranghe, mentre volantinavano per l'iniziativa (autorizzata dal preside di Giurisprudenza) che si sarebbe dovuta tenere il 26 marzo, hanno tentato di impedire l'ingresso degli studenti nella facoltà di giurisprudenza.

Il giorno seguente, nello stesso luogo, si è tenuto un presidio durante il quale attraverso un volantinaggio sono stati denunciati i fatti del giorno precedente.

 

Il 24 marzo si è tenuta un'assemblea antifascista alla quale hanno partecipato centinaia di studenti e varie realtà di movimento.

Grazie a tutte queste pressioni, l'autorizzazione è stata revocata, ma abbiamo sentito comunque l'esigenza di rimarcare ,attraverso la giornata di oggi, come l'antifascismo fa e farà sempre parte della nostra lotta contro le politiche repressive di questo e qualsiasi governo. La giornata si è conclusa con un corteo, partito da Via Marina, fino a palazzo Giusso dove si è tenuta un'assemblea.

In concomitanza con il nostro presidio, ad Acerra si svolgeva la protesta contro l'apertura dell'inceneritore e molti degli studenti che erano lì presenti  stavano tornando verso l'Università, mentre altri universitari, preoccupati, gli andavano incontro. Nella stazione di piazza Garibaldi hanno avuto la brutta sorpresa di incontrare di nuovo gruppi di squadristi armati di cinte. Probabilmente non erano napoletani o avevano saputo in piazza che stavano tornando studenti col treno. Ci sono stati perciò momenti di tensione. Ma la cosa più grave è successa fuori la stazione. Lì infatti è arrivata una macchina della polizia. Era una situazione in cui non stava accadendo niente, c'erano solo studenti del movimento fuori la stazione. I poliziotti sono scesi dalla macchina e hanno immediatamente esploso un colpo di pistola (e non con il braccio teso in alto)!! E' stato un gesto inquietante, immotivato, irresponsabile e pericoloso. Sul fatto che non ci fosse nessun presupposto per quel gesto in quel momento ci sono decine di testimonianze di studenti e studentesse che erano lì e di cittadini che erano nella piazza. A questo gesto sono seguiti naturalmente nuovi momenti di tensione. *Ma non è affatto vero, come già leggiamo su una serie di siti, che lo sparo sia stato conseguenza di un'aggressione alla  volante o di una rissa in corso in quel momento! Ripetiamo, ci sono decine di testimoni oculari.* Questo episodio è ulteriore riprova del clima di repressione che viviamo quotidianamente.

Antifasciste e antifascisti di Napoli

 

 

Posted in Notizie Università . Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink

18 Marzo a Milano: La diffusione dello sciopero nella metropoli. Istruzioni d’uso e controindicazioni

infospomilano | 19 Marzo, 2009 03:56

 

sciopero metropolitano 18-03-09Oggi 18 marzo si è svolta la manifestazione indetta dalla Cgil riguardante tutti i settori della conoscenza. A Milano un elemento positivo della partecipazione degli universitari è stata la scelta, a fine corteo, di riportare i contenuti e i motivi dello sciopero alle migliaia di persone che quotidianamente viaggiano in metropolitana.

Lo scopo dell’iniziativa era quello di uscire dai confini stretti che vedono lo sciopero come un evento circoscritto a un determinato luogo della metropoli e che riguarda soltanto chi vi partecipa direttamente. Muovendosi da Duomo a Loreto, da Pta Genova a Cadorna fino a Pta Garibaldi, circa settanta studenti da diverse facoltà hanno letto vari comunicati riguardanti i tagli all’università, le limitazioni al diritto di sciopero, e la generale situazione economica di crisi che colpisce gli studenti così come i lavoratori ma nello specifico le fasce più deboli. Per ribadire la totale solidarietà ai lavoratori e soprattutto a quelli dell’Atm (i primi ad essere colpiti dal decreto-legge sullo sciopero appena emanato) lo spezzone si è diretto successivamente, dopo lo speakeraggio in stazione Garibaldi, verso il deposito Atm di via Messina.

Si è chiacchierato tranquillamente con i lavoratori, spiegando i motivi della nostra visita e raccontandoci a vicenda le nostre condizioni di soggetti colpiti dalla crisi. Di fronte ad un semplice volantinaggio ed un incontro tra lavoratori e manifestanti, l’uscita del deposito è stata bloccata da un cordone di polizia in assetto anti-sommossa. Dopo qualche chiacchiera con i lavoratori, il gruppo di studenti, accompagnati da alcuni lavoratori, si è diretto verso l’altra uscita del deposito, in via Monviso.

Non appena usciti dal deposito gli studenti sono stati circondati da celere e carabinieri già in assetto antisommossa, con la richiesta da parte della digos di identificare tutti i presenti. L’azione pressoché inspiegabile, dal momento che era chiaro a tutti che la giornata era finita con quel volantinaggio, è durata per circa un’ora e mezza.

Mentre rimanevamo fermi gli agenti gridavano ai passanti o alla gente che si affacciava dai balconi di andare via o di chiudersi in casa, e non sono mancanti i soliti insulti gratuiti. L’intento, da parte loro, era la speranza di poter ripetere ciò che oramai è diventato un copione nazionale, e di cui i fatti di Bergamo sono stati solo un recente esempio; ma che poche ore prima si era già verificato a Roma con le cariche degli studenti alla Sapienza. A speranza fallita il l’accerchiamento si è sciolto lasciando defluire gli studenti.

Ciò che abbiamo percepito di tutta questa vicenda è stata l’irritazione delle forze dell’ordine di fronte ad un’iniziativa che, ponendosi l’obbiettivo di intessere relazioni con i lavoratori, è stata portata avanti senza alcuna concertazione. Se a Roma è appena entrato in vigore un protocollo che limita le manifestazioni pubbliche, a Milano con o senza legge la libertà di manifestazione viene di fatto limitata.

In tempi di crisi un unico elemento costituisce il punto di forza delle lotte che ci aspettano: ovvero l’unione di tutti quei soggetti su cui quotidianamente la classe dirigente scarica i costi di questa crisi. Tra le preoccupazioni dei nostri governanti, vi è la possibilità che l’antagonismo sociale espresso da ampie porzioni delle classi subalterne, costituisca il reale tallone d’Achille del sistema capitalista.

Assemblea Studenti Scienze Politiche

scarica il testo in .pdf 

 

 

Posted in Notizie Università . Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink

Se dal letame nascono i fiori dalle fogne escono solo i fascisti - oggi a scienze politiche

infospomilano | 17 Marzo, 2009 23:26

Questa mattina il cortile della facoltà di scienze politiche è stato teatro, come già successo nelle ultime settimane, della presenza provocatrice da parte di una ventina di giovani Crumiri di Azione Universitaria, emanazione di Alleanza Nazionale.
Si sono presentati con parrucche in testa, con fischietti, vestiti da pagliacci..(come se avessero bisogno di travestirsi per sembrare tali!) e di bastoni (e chi sarebbero i violenti?!?) coperti da tricolori, inscenando una parata carnavalesca senza senso all’interno del cortile della facoltà.
Anche oggi, come ogni qual volta si siano presentati, non hanno ricevuto nessuna legittimità da parte degli studenti che anzi si sono prontamente attivati per far smettere questo pietoso teatrino. Spontaneamente numerosi studenti uscendo dalle lezioni hanno bloccato fisicamente il passaggio nel cortile di questa simil-ridicola-parata “accompagnando” queste losche figure (che all'università ci mettono piede per innescare provocazioni o elemosinare voti nel periodo delle elezioni studentesche) verso l’uscita della facoltà.

Tutto questo è avvenuto davanti agli occhi impotenti del preside, che investito del suo ruolo di detentore dell'ordine democratico universitario e garante della libera espressione di tutti gli studenti, non ha potuto ignorare ciò che la maggior parte degli studenti incitava a gran voce: ovvero di non apprezzare le posizioni di chi dentro la facoltà propaganda l’utilità dei tagli nella pubblica istruzione, di chi nell’università si maschera da sincero democratico (redento dai mali dei propri antenati) salvo poi farsi sfuggire qualche “impercettibile” comportamento di intolleranza e di apologia del fascismo.
A differenza delle settimane precedenti, e vista la massiccia partecipazione degli studenti, la celere e Digos hanno deciso di rimanere fuori dai cancelli della facoltà, pronti ad innescare il proprio teatrino, quello repressivo, di cui le cariche all’ interno dell’università di Torino sono solo un recente esempio. “Coincidenza di presenze” che si ripete puntualmente e che sottolinea il solo ed unico carattere provocatore dell’apparizione di questi individui.
Oggi infatti nel cortile della facoltà si è svolta una assemblea tra studenti e lavoratori Atm e tecnico amministrativi della Statale: l’assemblea si è svolta in seguito per discutere la partecipazione ed i contenuti da portare all’interno dello sciopero del settore della conoscenza che si terrà domani mattina.

Rilanciamo l’appuntamento del 18/03 alle 8.30 davanti ai cancelli della facoltà di Scienze politiche per partecipare al corteo che partirà da Porta venezia dove ci uniremo in uno spezzoneuniversitario con gli altri studenti delle università di Milano.

LA CRISI LA PAGHINO BARONI, E BANCHIERI NON GLI STUDENTI E I LAVORATORI.

Posted in Notizie Università . Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink

18 Marzo Sciopero nel settore della conoscenza

infospomilano | 16 Marzo, 2009 11:20

Martedi 17-03 ore 12:30
Assemblea nel cortile della facoltà
Mercoledi 18-03 ore 8:30
Concentramento Scienze Politiche per partire assieme verso P.ta Venezia
 
Sciopero nel settore della conoscenza 18 Marzo 2009
 

Posted in Notizie Università . Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink

Chissà qual'è la posta in gioco?

infospomilano | 14 Marzo, 2009 02:16

 

 Linea di Massima Marzo009 numero 3 pg1Il volantone è scaricabile anche in formato .pdf cliccando sul link

Linea_marzo009-pg2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tira aria di destra in giro, nelle scuole, nelle piazze, nei ritrovi, nei luoghi di lavoro. La 133 prima, ed il famoso pacchetto “anti-crisi” poi, contro i quali il movimento studentesco e dei lavoratori si è battuto quest’autunno, sono divenute leggi: privatizzazione dell’università; licenziamenti e decurtazioni salariali degli amministrativi e dei docenti della scuola primaria e secondaria; regaloni alle imprese coi soldi dei contribuenti. Tutto ció  sta iniziando a diventare realtà.

 Chi detiene le redini del potere, col sostegno mellifluo dell’opposizione parlamentare sta attuando una vera e propria di lotta di classe. Come spiegare, ad esempio,  l’aumento del 577% della cassa integrazione nel solo mese di febbraio? Come spiegare l’innalzamento dell’età pensionabile per le donne? Come spiegare i regaloni alle imprese ed alle banche che sono i primi (ir)responsabili di questa crisi? E ancora: come vogliamo qualificare  il vile attacco al diritto di sciopero dei lavoratori dei trasporti, che altro non è che il primo  passo per una sua limitazione anche nel settore privato? Evidentemente, chi sta sulla barca che galleggia, fuori da ogni post-modernismo ed “immaginario” di sorta, ha capito l’importanza della posta in gioco e sta bastonando lavoratori, studenti, immigrati e pensionati con audita ferocia al fine di riprodurre il sistema attuale, primo responsabile della situazione attuale.

All’interno di questo contesto, la presenza di fascisti e polizia all’interno delle università non è per nulla casuale. Da un lato, essendo stata l’università uno dei pochi luoghi di conflitto, la compagine criminosa al governo ha inviato i suoi scagnozzi dove non aveva la libertà di agire nell’indifferenza. D’altro lato, i fascisti (e non solo) servono per negare l'esistenza della lotta di classe (di interessi contrapposti) per affermare la pretesa di unità armoniosa di una comunità interclassista (il popolo che abita la "patria", sia essa intesa come "piccola patria" dentro uno stato nazionale, oppure come una nazione intera, oppure come una entità sovranazionale, "occidente", "europa"). Dietro questa negazione della lotta di classe c'è sempre l'asservimento agli interessi della classe dominante. In altri termini, il fatto che i fascisti abbiano rialzato la testa significa che il potere economico che governa ha bisogno di loro al fine di continuare a scaricare i costi della crisi sulle nostre teste, evitando che il malcontento possa sfociare in aperto conflitto.

Che fare? Fuori da ogni retorica, la lotta contro i provvedimenti classisti perpetuati dal governo è già lotta antifascista. L’opposizione alla cancellazione del diritto di sciopero cosí come la pretesa di controllo sociale operato dalla polizia e dalla digos all’interno delle università, è già lotta antifascista. Il battersi per un’università pubblica e liberamente accessibile, è già lotta antifascista. Il riconoscere che i lavoratori ed i loro figli hanno interessi contrapposti a quelli  che stanno cercando di fargli pagare la crisi in nome di un fantomatico “interesse nazionale”, è già lotta antifascista. A conferma di tutto ció, possiamo ricordare come durante le mobilitazioni dello scorso autunno, quando studenti e lavoratori hanno iniziato a battersi per la difesa dei propri interessi, di questi gruppi di fascisti non c’era nemmeno l’ombra nelle facoltà.

Per tutti questi motivi è necessario riprendere le mobilitazioni al piú presto per impedire che i veri fascisti, quelli che stanno al governo, continuino a scaricare impunemente i costi delle loro malefatte su di noi – lavoratori, studenti – ed usino la sporca manovalanza di fascisti e poliziotti per reprimere chi osa alzare la testa.

 

 

·       MARTEDÌ 17 MARZO ORE 12.30:

CI TROVIAMO NEL CORTILE DELLA FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE PER RILANCIRE LA MOBILITAZIONE  DENTRO L’UNIVERSITA’ ORGANIZZANDO UNO SPEZZONE UNITARIO DI STUDENTI E LAVORATORI.

 

·       MERCOLEDI 18 MARZO ore 8.30:

APPUNTAMENTO  PER GLI STUDENTI PRESSO  LA FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE PER PARTECIPARE ALLO SCIOPERO  GENERALE

 

 

Posted in Notizie Università . Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink

I Crumiri del Potere: Destra universitaria, nuovi democratici ed istituzioni conniventi

infospomilano | 06 Marzo, 2009 01:06

Presenza della celere in Statale per proteggere azione universitaria.

Non molti anni fa chi boicottava le lotte dei propri compagni e chi leccava il culo al padrone veniva additato al pubblico ludibrio con un nome poco nobile: crumiro.

Se nella commedia latina – tra il servo astuto ed  il padrone stupido – trovava posto lo stolto, con l’avvento della società industriale – tra il lavoratore scaltro ed padrone prepotente – vi è il crumiro.

Il crumiro di solito era un esemplare non sindacalizzato e disposto a qualunque compromesso. Cercando di farsi bello agli occhi del padrone, il crumiro andava avanti come un mulo per la propria strada.

Se i compagni di lavoro si battevano per aumenti salariali, il crumiro non li sosteneva. Se i compagni bloccavano la produzione perché stanchi di essere sfruttati, il crumiro continuava a produrre, riproducendo le condizioni del proprio sfruttamento. Se i compagni di lavoro - rei di aver difeso i propri interessi - venivano perseguitati dal padrone, il crumiro li sputtanava.

Oggi il crumiro ha cambiato nome e abito, ma non la sostanza. Si chiama giovane di Azione Universitaria,  gruppo fascistoide-destroso. Una quindicina di esemplari di questa specie sono stati avvistati dagli studenti di via Festa del Perdono e Scienze Politiche mentre facevano campagna elettorale. Dopo anni di inettitudine durante i quali hanno firmato qualsiasi porcheria nei vari consigli di facoltà e senati accademici, oggi questi  individui – blaterando di legalità e baronato (quando, in realtà, sono i primi ad aver contribuito alla distruzione dell’istruzione pubblica) – tentano di prendere per il naso gli studenti, chiedendogli il voto.

Non è difficile riconoscerli: si muovono scortati da digos e celerini e distribuiscono volantini che, con le stesse modalità dei loro mandanti al governo, sorvolano i problemi REALI che ci investono. Il loro obiettivo è quello di distrarre l’attenzione pubblica dai problemi indotti dalla crisi, dai licenziamenti, dalla cassa integrazione e dal disagio sociale, promuovendo, invece, diffamanti campagne politiche contro le categorie che non si conformano al loro status di servi del potere: il gay, l'immigrato, lo studente di sinistra, il proletario, l’appartenente ai centri sociali, ecc. E allora avanti coi sempreverdi tricolori, con slogan dio-patria-famiglia, ecc.. per arrivare ai tornelli nelle università: se non si trattasse d’inasprire il controllo sociale ed il clima da grande fratello anche all’interno delle università pubbliche, ci sarebbe da essere allegri in quanto, senza la presenza dei loro “tutori”, sarebbero impresentabili.

Scarica sotto l'intero documento

Crumiri dentro le università


Posted in Notizie Università . Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink

Tagli all'università di Milano; lavoratori e studenti non ci stanno

infospomilano | 26 Febbraio, 2009 14:13

13-02 intervento studenti-lavoratori durante sessione di una comissione del senato accademico presso sala riunioni del rettoratoL'assemblea convocata il 13 febbraio dalla FLC Cgil sull'accordo separato e sul rinnovo del biennio economico ha avuto un epilogo in rettorato.

Circa 250 tra lavoratori e studenti, intervenuti anche loro in assemblea, hanno interrotto una commissione del Senato accademico per leggere il comunicato che trovate in allegato e per chiedere al Rettore un confronto pubblico sulla grave situazione in cui versa  l'Università.


Milano 13 Febbraio 2009
"Dopo gli scioperi e le grandi manifestazioni di questo autunno, che univano lavoratori e studenti nella difesa dell'università, della ricerca e dell'istruzione pubblica e nella rivendicazione di stipendi, borse di studio e strutture adeguate è arrivato un inverno che ha portato: la sostanziale conferma dei tagli e un rinnovo contrattuale da fame per i lavoratori.
Nell'ultimo incontro tecnico del 17/12/2008 l'amministrazione ha confermato che per il 2010 il taglio all FFO del nostro ateneo sarà di 60 milioni. La perequazione prevista dalla L. 1/2009 a favore dei cosiddetti "atenei virtuosi" potrebbe "restituirci" 3 milioni, non si sa bene come e quando." [...]


scarica qui il testo del intervento:

 

Posted in Forza...Lavoro . Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink

La Sorbona occupata e sgomberata dalla polizia

infospomilano | 23 Febbraio, 2009 17:41

(Sorbona Occupatatestimonianza di un presente)

Giovedì 19 febbraio, in seguito ad una manifestazione di circa 30 000 persone contro la riforma dell’insegnamento superiore, la Sorbona è stata occupata da più di 250 persone. Una quarantina di studenti già all’interno hanno aperto le porte ai manifestanti che sono arrivati. La polizia, con l’aiuto dei vigili, ha rapidamente aggirato la Sorbona e bloccato tutte le entrate, le comunicazioni e i rifornimenti. Gli studenti, i lavoratori e gli insegnanti all’interno hanno scritto rapidamente un comunicato, esprimendo la loro solidarietà con i movimenti di rivolta in Guadalupa, in Martinica e in Grecia e spiegando la necessità di modificare i mezzi d’azione, quelli all’altezza della persistenza delle politiche neoliberiste del governo. L’appello è stato letto alla stampa attraverso un portico su sorveglianza della polizia mentre contemporaneamente numerose persone fuori esprimevano la loro solidarietà e desideravano entrare. L’insieme delle persone presenti era cosciente della dimensione internazionale della loro collera, dimostrata sia dalla presa di un simbolo come la Sorbona sia dalla volontà d’occupare un luogo che potesse servire come spazio per riunioni, incontri e socializzazione. Un luogo dove poter studiare delle politiche nuove e combattere quelle imposte da altri. Gli occupanti hanno potuto cantare, discutere, e litigare per ottenere dell’acqua e installarsi nella Sorbona fino al momento in cui le forze dell’ordine sono intervenute verso l’una di notte per evacuare tutti. Non c’è stata alcuna violenza, controllo o arresto : le forze dell’ordine hanno avuto paura di esagerare. L’appello lanciato ha suscitato l’entusiasmo di tutti e la speranza che queste parole d’ordine, di solito soppresse nelle Assemblee Generali soprattutto da certi sindacati e da certi professori, provochino lo slancio sperato da tutti. Rioccuperemo presto, già 9 università sono bloccate in Francia.

Appello della Sorbona Occupata (19/2/2009)

Se noi occupiamo la Sorbona oggi 19 febbraio 2009 è perché domandiamo l’abrogazione dell’insieme delle riforme che vanno a riorganizzare la cassa dell’insegnamento. Noi ci opponiamo alla mercificazione di tutti i settori della società e esprimiamo la nostra solidarietà allo sciopero generale e a tutte le lotte attuali. Appelliamo l’insieme della popolazione, gli studenti, i sans-papiers, i pensionati, i disoccupati, i liceali a organizzarsi prendendo parte alle lotte. Dobbiamo occupare i luoghi del potere e bloccare gli assi portanti della mercificazione. E’ necessario oggi unire le lotte e seguire l’esempio della Grecia e della Guadalupa. Questa è la sola maniera d’agire che possa costringere i governi a ritirare i loro progetti.

Gli occupanti della Sorbona, venerdì 20 febbraio 2009, attraverso un anonimo.               (Movimento liceale/universitario)

tratto da:                                                              http://www.vagueeuropeenne.fr/spip.php?article66

Posted in Notizie Università . Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink

Il COX 18 arriva a Scienze Politiche Giovedi 19-02

infospomilano | 14 Febbraio, 2009 23:57

"Per ricominciare a prenderci una piccola parte di quello che ci spetta...Non mancare!"
cox a spo

Posted in Notizie Università . Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink

Palestina: Tra neoliberismo e potere Usa

infospomilano | 31 Gennaio, 2009 02:00

in “Montly Review” luglio 2008
di Adam Hanieh

Durante il corso degli ultimi sei mesi, l’economia palestinese è stata trasformata radicalmente in conformità ad un nuovo piano tracciato dall’Autorità Palestinese (AP) chiamato Piano di Riforma e Sviluppo Palestinese (PRDP).

Sviluppato in stretta collaborazione con istituzioni come la Banca mondiale ed il Ministero Britannico per lo Sviluppo Internazionale (DFID), il PRDP è attualmente in fase di perfezionamento in Cisgiordania, dove l’AP di Abu Mazen ha l’effettivo controllo. Esso abbraccia i precetti fondamentali del neoliberismo: una strategia economica condizionata dal settore privato, in cui lo scopo è quello di attirare gli investimenti stranieri e ridurre al minimo la spesa pubblica.

Capire la logica di questa struttura economica è esplicativo per la valutazione dell’attuale fase della lotta palestinese. La visione neoliberale che puntella queste politiche fa da corollario centrale alla direzione politica sostenuta dal governo israeliano, l’Autorità Palestinese ed i loro sostenitori USA ed UE. Lo scopo, come spiega la prima parte di quest’articolo, è formalizzare una rete spezzata di cantoni sotto controllo palestinese e zone industriali associate, dipendente dall’occupazione israeliana, ed attraverso la quale una massa di lavoro palestinese a basso costo viene sfruttata da gruppi di capitalisti israeliani, palestinesi ed altri regionali. La struttura istituzionale in evoluzione per l’economia palestinese, non solo include l’occupazione israeliana nel modello di "sviluppo" concepito, ma agisce anche per alimentare la responsabilità delle élite politiche ed economiche palestinesi per come queste strutture operano.[...]

per scaricare l'intero articolo cliccare sotto

Tra neoliberismo e potere Usa

Posted in Macchine di Guerra . Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink

1 2 3  Successivo»
Accessible and Valid XHTML 1.0 Strict and CSS
Powered by Powered by LifeType LifeType, NoBlogs.org and A/I Collective.