Benvenuti in Facoltà

L’università è davvero quel luogo idilliaco a cui tutti possono accedere e dove i bisogni e il futuro degli studenti sono al centro dell’interesse generale?

Non lo è mai stato e mai lo sarà in un sistema economico-sociale come quello attuale. L’Università, come qualsiasi Istituzione, è subordinata a quella logica capitalistica che la plasma, sia dal punto di vista formativo, che dal punto di vista dei servizi (non) offerti agli studenti.

Questa e molte altre sono le contraddizioni che viviamo e che vivrete nella nostra università: a partire da lezioni frontali infarcite di sapere nozionistico senza possibilità di discussione, passando dall’assenza di socialità, fino alla mancanza di spazi dove studiare e sviluppare un pensiero critico, seguiranno esami a ritmo frenetico, nel tentativo di conquistare sempre più “punti” (ad ogni esame corrispondono dei crediti) sempre più in fretta.

A ciò va aggiunto che da Settembre 2016 i corsi di MAP, LAM, SIE, SPO e GLO, sono diventati a numero chiuso mentre fino all’anno scorso, per poter accedere agli stessi corsi di laurea, era necessario superare una specie di test attitudinale, il “TEC”. Questo ci veniva spacciato come una valutazione delle competenze generali dello studente assimilate nella scuola superiore, necessaria ad individuarne le eventuali lacune e fare in modo di colmarle. In realtà la sua funzione non è mai stata questa, ma semplicemente è servito per spianare la strada ad un vero e proprio test d’ingresso selettivo.

Per di più, di anno in anno, si assiste ad una vera e propria selezione di classe; infatti invece di estendere il supporto a chi non può sostenere ritmi e costi, Università e Ministero tagliano sempre più borse di studio, assegnano sempre meno alloggi, smantellano le mense (con buona pace di coloro che ci lavoravano) e alzano contemporaneamente le tasse. Ecco che il diritto allo studio, lungi dall’essere un diritto, è diventato un servizio, per giunta scadente, e pagato a caro prezzo! Quindi coloro che dovranno lavorare per potersi permettere di studiare, coloro che abitano troppo lontano e, in generale, tutti quelli che partono da situazioni economiche svantaggiate, si troveranno in maggior difficoltà.

Questo è il risultato delle innumerevoli riforme dell’Istruzione: la creazione di un’Università che è diventata un “esamificio a punti” dove ciò che s’impara è finalizzato agli interessi di privati e aziende che dettano il percorso di apprendimento degli studenti; infatti, con la riforma Gelmini, si è assistito all’ingresso di enti privati nel Consiglio di Amministrazione dell’Università dal quale possono sia modificare i percorsi formativi dei corsi di laura, sia gestire facilmente le risorse dell’Università, in base ai loro interessi.

Tutto questo, unito al un paradigma formativo basato sulla “competizione ad ogni costo”, ben lungi dall’essere un evento casuale, è speculare e necessario al mercato del lavoro, in cui oggi e domani ci troveremo a (s)venderci.

Crediti formativi, ritmi di studio stringenti e test d’ingresso non sono altro che strumenti coi quali misurare la nostra performance scolastica che, per l’azienda che avrà in mano il nostro curriculum, equivale a “produttività”. Ma quand’anche seguissimo alla lettera tali dettami, il posto di lavoro a noi riservato sarebbe (e lo è già per tutti coloro che per poter studiare devono lavorare) precario e sottopagato, con gli stessi ritmi martellanti e la stessa competitività a cui cercano di farci abituare in Università.

 

Ma non tutto è perduto: di fronte a queste contraddizioni organizzarsi è possibile. Per esempio fornire i libri di testo gratuiti e contribuire alla libera circolazione di questi materiali, per opporsi al caro-libri, occupare uno spazio lasciato in disuso dall’università e restituirlo a tutti gli studenti sono tutti esempi di passi concreti per opporsi allo smantellamento dell’università pubblica! Organizzarsi in una forza di opposizione alle politiche universitarie, da studente a studente, capace di analizzarne le contraddizioni e fornire risposte concrete e sapere critico, senza per questo appoggiarsi a liste o partiti, è il nostro obiettivo.

 

Con questi ultimi presupposti vi auguriamo un buon inizio di “carriera universitaria”.

Assemblea Scienze Politiche

(L’assemblea si ritrova il martedì e il giovedì alle 14.00 presso lo Spazio Occupato al piano interrato)

scienzepolitichemilano@inventati.org

 

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