VENERDÌ 18 MARZO: SCIOPERO GENERALE NAZIONALE

 

Con questo sciopero, indetto dai  sindacati di base CUB, SI Cobas e USI-AIT, si vogliono contrastare le politiche che, negli ultimi decenni, hanno liberalizzato i licenziamenti ingiustificati, individuali e di massa, reso precari tutti i contratti di lavoro esistenti ed hanno svuotato di efficacia tutte le conquiste ottenute attraverso le lotte, tra cui lo Statuto dei Lavoratori. Ma questo è anche uno sciopero che vorrebbe iniziare ad unificare tutte le lotte, diffuse ma frastagliate, di quei settori in cui si sta brutalmente sviluppando l’offensiva del capitale.

Per questo le parole d’ordine dello Sciopero partono con una netta opposizione alle guerre imperialiste, per terminare con un altrettanto forte rifiuto delle riforme del mondo della formazione.

Anche se  la giornata potrebbe sembrare un vasto contenitore di richieste completamente slegate tra loro, in realtà non è affatto così, anzi la vastità dei temi toccati dallo sciopero non è un caso. Tutti questi argomenti sono strettamente collegati tra loro da un filo conduttore ben preciso: le necessità del sistema economico capitalista.

Le guerre imperialiste imperversano in tutte quelle aree strategicamente rilevanti, sia per posizione geografica, sia abbondanza di materie prime (Medio-Oriente, Libia, Ucraina,…). Il conflitto avviene tra chi possiede questi beni e chi no. Lo scontro, prima ancora che militare, è economico finalizzato non solo al ripristino delle condizioni favorevoli per l’avvio di un nuovo periodo di crescita, ma anche per conservare e tutelare il modo di produzione capitalistico. Quindi, tutti i conflitto “micro”, apparentemente nazionali, in realtà hanno portata internazionale.

Le guerre, figlie della crisi, da un lato legittimano forme di neo-colonialismo, dall’altro la diffusione di lavoratori poveri, sottopagati, con diritti e forme di tutela evanescenti che andranno ad allargare quella fascia di persone senza occupazione, l’esercito industriale di riserva, che porterà ad un livellamento verso il basso su scala globale, delle condizioni del lavoro e dei salari. Si mira, perciò, alla creazione di un proletariato sempre più sfruttato.

 

Ed infatti mentre il governo italiano trova i soldi per entrare in guerra in Libia, precarietà, abbassamento dei salari, contratti sempre più scadenti sono temi all’ordine del giorno per noi lavoratori, o futuri tali, che ci siamo visti calare sulle nostre teste una riforma del lavoro come il Jobs Act. Quella che inizialmente ci veniva spacciata come manovra per ristabilirsi dalla crisi e diminuire il tasso di disoccupazione, si è rivelata una riforma che ha completamente abolito il potere contrattuale dei lavoratori che ad oggi si ritrovano ad essere sempre più sfruttati e sempre più precari.
Come studenti lavoratori e come futuri lavoratori (precari, alla luce di quanto detto) la questione non può non interessarci: siamo infatti consapevoli del ruolo che l’università riveste all’interno del sistema economico capitalista. Da una parte essa studia i metodi produttivi e di ricerca, palesandosi così come un luogo di divulgazione dell’ideologia dominante, perciò legittimando le logiche di sfruttamento del lavoro, che ci hanno resi sempre più poveri e precari; dall’altra addestra la futura forza lavoro in base alle esigenze produttive del capitalismo. Per questi motivi abbiamo sempre cercato di essere anche a fianco di chi  lotta e resiste sul proprio posto di lavoro.

Quindi tutte queste tematiche non sono affatto scollegate tra loro, bensì  sono  tutte facce del sistema economico capitalista: dire NO alla guerra, al Jobs Act, ad una qualsiasi riforma, significa opporsi al sistema economico vigente.“In un mondo sempre più globalizzato, con un mercato sempre più internazionale, quello che colpisce una parte della classe lavoratrice è questione di tutta la classe, indipendente dallo stato.”

Il 18 marzo noi ci saremo.


ORE 8.45 ci troviamo nel cortile di SCIENZE POLITICHE

ORE 9 30 LARGO CAIROLI.

Assemblea Scienze Politiche

L’Assemblea si trova ogni martedì e giovedì

alle h.14.30,  presso lo Spazio Occupato dell’Università, via Conservatorio n°7

scienzepolitichemilano@inventati.org

spomilano.noblogs.org

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