MEDIO-ORIENTE DI FUOCO:

SIRIA E PALESTINA NEL CONFLITTO MEDIORIENTALE,
UNA TESTIMONIANZA DAL CAMPO

Le “guerre moderne” ci vengono presentate come uno scontro tra fedi religiose e ideologiche, civiltà progredite contrapposte a quelle “arretrate”.
Per esempio l’Area Mediorientale, quella compresa tra il Mar Rosso e il Mar Arabico (passaggio obbligato per le rotte commerciali tra il Mar Mediterraneo e l’Oceano Indiano), è da anni interessata da guerre tra fazioni più o meno differenti. Da una parte i “buoni difensori della democrazia”, Comunità Internazionale schierata con i paesi dell’Islam moderato, dall’altra “i cattivi” ossia l’Islam più “estremista” (Stato Islamico di Siria e Iraq o Califfato, Isis, IS, Daesh). Piuttosto che scontri interni, quindi non solo contro gli infedeli ma anche tra appartenenti della stessa religione ma di fede diversa (esempio sunniti vs sciiti). Se però si va a scavare sotto questa riduzione semplicistica dei conflitti, si può osservare come le motivazioni addotte per giustificarli siano in realtà mere costruzioni ideologiche per occultare le vere radici della guerra. Non è un caso che uno dei terreni di conflitto, l’Area Mediorientale, detenga i due terzi delle riserve di petrolio e un terzo di quelle gasiere, ma non solo: è l’area dove ogni giorno parte un quarto del greggio che va a rimpolpare i mercati mondiali.
Perciò ci sembra che la guerra sia uno degli elementi costitutivi del capitalismo, che non solo consente alle borghesie nazionali e non maggiori profitti, ma è anche un mezzo di autoconservazione del sistema di produzione capitalistico.
Di questo e altro discuteremo con Carlo Torrisi attraverso la sua esperienza diretta.

GIOVEDì 4 FEBBRAIO H. 14,30:
SPAZIO OCCUPATO DI SCIENZE POLITICHE,
VIA CONSERVATORIO 7

Assemblea Scienze Politiche
scienzepolitichemilano@inventati.org

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