CITTA’ STUDI SI SPOSTA A RHO ?!

La nostra università ci ha informato, a decisione già presa, che Città Studi entro il 2022 verrà spostata a Rho, nei terreni di Expo. Questa notizia è stata formalizzata in due conferenze: 11 ottobre 2016 e il 2 febbraio 2017.  Perché mai l’università statale di Milano avrebbe preso una tale decisione, soprattutto dopo essersi già ipotecata di 200 milioni per la ristrutturazione e la manutenzione di Città Studi?

La risposta ci viene fornita nella conferenza dell’11 ottobre in via Valvassori Peroni.  Per ammissione stessa dei promotori di tale operazione, nello specifico nelle vesti del presidente di AreaExpo Azzone, lo spostamento di Città Studi nell’area di Expo nasce dall’esigenza di trovare una destinazione a tali spazi, soprattutto a seguito della mancata conclusione della vendita all’asta dell’area in questione (asta alla quale nessun’acquirente si è presentato). Presenti, sempre in tale occasione, anche l’assessore all’urbanistica Maran e il nostro magnifico rettore dell’università statale, entrambi impegnati a difendere e giustificare tale scelta con motivazioni pretestuose e nell’interesse di multinazionali quali Nokia, Bayer, Monsanto ecc.

Quello che si tenta di nascondere è il tentativo di calarci dall’alto l’ennesima operazione speculativa, nella quale i costi presentati dal rettore sono tra i 340 e i 380 mln di € (anche se secondo la consulenza di Cassa Depositi e Prestiti su un piano precedente i costi ammonterebbero 540 mln) e l’università nelle sue casse ha circa 90 mln. Le istituzioni pubbliche sovvenzionerebbero circa 130 mln, mentre 100-180 proverrebbero dalla cosiddetta “valorizzazione” (ovvero svendita del patrimonio pubblico ai privati) degli immobili vuoti della Città Studi. Non bisogna però dimenticarsi i 170 mln che l’università dovrà sborsare per lo spostamento di veterinaria a Lodi e le ipoteche di cui sopra. Il risultato algebrico di tale operazione equivale a 30 anni di debiti cui l’università dovrà fare fronte. In tutto ciò bisogna tenere conto che il governo, per quest’anno, ha tagliato i fondi ordinari per l’istruzione di circa 8 milioni.

Speculare sugli studenti sembra essere diventato lo sport per eccellenza: i soldi per coprire il buco di bilancio lasciato da Expo ci sono e si trovano, soldi per il diritto allo studio però non ce ne sono. Infatti Regione Lombardia s’impegna a stanziare circa 130 mln per il progetto di trasferimento ad Expo, ma parallelamente taglia i fondi regionali per il diritto allo studio di circa 4.6 mln!

EXPO è stato sinonimo di debito, cemento e precarietà (basti pensare ai protocolli sindacali che fissavano il costo del lavoro per Expo a pochi euro/l’ora, anticipando e superando l’attacco ai diritti contenuto nel Jobs Act), il post EXPO si prefigura come un tripudio di SPECULAZIONE E DEVASTAZIONE.

Quello a cui ci stanno mettendo di fronte è un vero e proprio attacco. Infatti, se i soldi per sovvenzionare progetti inutili ed estremamente costosi (laddove ci sono interessi privati da proteggere) ci sono, o se non ci sono si trovano, vengono però a mancare nel momento in cui si tratta di sovvenzionare il diritto allo studio. Così emerge un disegno ben preciso: espellere dall’università le fasce di reddito più deboli.

Qui la questione è che ci continuano a privare del diritto a poter studiare, che è diventato a tutti gli effetti in un servizio: chi paga ne usufruisce, chi non se lo può permettere ne resta escluso; tra l’altro un servizio estremamente caro (la Statale di Milano è una delle università pubbliche più care d’Italia).

Per concludere non possiamo non porci una domanda: quale sarà il futuro di città studi, dopo che 20000 studenti e 3000 lavoratori se ne andranno? Il vuoto di 33 grandi edifici (oltre a quelli relativi al trasferimento dell’Istituto dei Tumori e dell’istituto Neurologico Besta)

A nostro avviso questo progetto da un lato punta al totale asservimento alle logiche di mercato dei settori più profittevoli della formazione universitaria (il polo didattico sarebbe infatti fortemente connesso al mondo delle imprese con Human Technopole, centro di ricerca dedicato alle Scienze della salute e della Nutrizione), mentre dall’altro continua a tagliare i fondi per il diritto allo studio, (borse, mense, alloggi e strutture sono sempre meno) obbligando le famiglie a esborsi insostenibili per la prosecuzione degli studi universitari.

Nessuno ha chiesto nulla a noi studenti, ma ciò non toglie  dobbiamo farci sentire insieme e collettivamente!

 Ci troviamo per discutere di questo e altro ogni GIOVEDI’ alle 11.00 allo Spazio Occupato di Scienze Politiche.

Assemblea Scienze Politiche

scienzepolitichemilano@inventati.org

 

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